• 2 Giugno 2019

Vincenzo Battaglia in libreria

Battaglia Vincenzo, A lode della gloria e della grazia di Dio. Saggio storico-sistematico sul “motivo” dell’Incarnazione, Edizioni Antonianum, Roma 2019.

Il saggio, organizzato in tre parti e in dieci capitoli, è stato elaborato secondo una precisa impostazione storica e sistematica, sulla scorta del dibattito intorno al “motivo” dell’Incarnazione, che ha avuto come protagonisti esponenti delle scuole tomista e scotista.

La Prima Parte è dedicata alla presentazione delle posizioni messe a tema dagli autori medievali maggiormente chiamati in causa: Anselmo d’Aosta, Ruperto di Deutz, Tommaso d’Aquino, Bonaventura da Bagnoregio e Giovanni Duns Scoto (capitoli 1-5).

La Seconda Parte conduce all’interno del dibattito cristologico sviluppatosi nel secolo XX, che viene ripreso secondo due piste di ricerca. La prima, che ripercorre l’arco cronologico della prima metà del ‘900, si riferisce sia ai contributi messi a tema da esponenti della dottrina scotista sul primato assoluto e universale di Gesù Cristo, sia a un bilancio della controversia (capitolo 6). La seconda pista propone le argomentazioni di alcuni teologi che rappresentano i nuovi orientamenti della teologia contemporanea, ma che nello stesso tempo hanno fatto un bilancio circa le tesi della scuola tomista e della scuola scotista: W. Pannenberg, M. Bordoni, K. Rahner, A. Gesché, D. Hercsik, Y. Spiteris (capitolo 7). Così, al termine della Seconda Parte, il lettore arriva ad acquisire una certa familiarità con le questioni inerenti il “motivo” dell’Incarnazione, inerenti quindi, in senso più ampio, la valenza soteriologica del mistero di Gesù Cristo in ordine al disegno di Dio Uno e Trino sulla creazione (umanità e mondo).

La Terza Parte  offre una trattazione a carattere sistematico che si apre con una riflessione sul mistero dell’uomo, nella sua solidarietà con il mondo, considerato secondo il criterio del cristocentrismo trinitario. Successivamente, e senza soluzione di continuità, viene posto l’accento sulla mediazione rivelativo/salvifica di Gesù Cristo ripensata alla luce della grazia e dell’amore di Dio, la cui efficacia è sperimentata tramite il dono dell’adozione filiale, della divinizzazione e della fraternità universale. Infine, in una sintesi conclusiva, viene esposta l’interrelazione tra le categorie teologiche che appartengono alla struttura della dottrina sul posto, sul ruolo e sulla necessità di Gesù Cristo nel piano salvifico di Dio (capitoli 8-10).

Il lettore avrà modo di costatare, in base al dipanarsi della trattazione, quanto sia essenziale la funzione del binomio “grazia e gloria” quale schema interpretativo complessivo della nostra partecipazione, in Gesù Cristo, alla vita di Dio, conseguente alla sua autodonazione libera e gratuita, che si dispiega nel mondo e nella storia tra l’inizio protologico e il compimento escatologico.

Dato che il capitolo decimo delinea già una sintesi conclusiva, la Conclusione propone alcuni suggerimenti e spunti per la preghiera contemplativa, coerentemente con l’impulso proveniente dalla benedizione divina contenuta nell’inno della lettera agli Efesini (1, 3-14), da cui sono state desunte le parole del titolo dato al libro.

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