di Paola Barigelli-Calcari
La terza giornata del simposio appena conclusa si è svolta con modalità distinte: la prima fuori dell’aula esplorando alcuni gioielli del territorio siciliano e la seconda, di ritorno all’Hotel Cala Rossa di Terrasini, nell’ascolto delle belle prospettive teologico e liturgiche di Crispino Valenziano e Domenico Messina.
Alle 7,30 i partecipanti al Simposio siamo stati condotti verso Segesta per ammirare lo splendido sito archeologico. Ci siamo soffermati a lungo nella visione del Tempio di tipo dorico (430-420 a.C.) posto fuori delle mura della città degli Elimi, popolazione probabilmente proveniente da Troia. Il prof. Crispino Valenziano ha curato le spiegazioni storiche ed artistiche. Abbiamo poi proseguito verso la città di Marsala, in provincia di Trapani, dove abbiamo visitato la Chiesa di Giovanni Battista sita nel parco archeologico di Lilybeo, antico nome fenicio della città.
Ospiti di Mons. Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, abbiamo visitato il museo degli arazzi fiamminghi. Gli otto capolavori del tardo cinquecento, intrecciati con telaio verticale in lana e seta rappresentano alcuni episodi della conquista di Gerusalemme da parte di Vespasiano e Tito secondo il De Bello Judaico di Giuseppe Flavio.
È seguita poi la visita alla Chiesa Madre o “Madrice” situata in piazza della Repubblica o Loggia nel cuore di Marsala. Ci siamo raccolti in una celebrazione liturgica comunitaria guidata da Giovanni Grandi ed animata da Domenico Messina, Catino Regalsuto, Valeria Trapani, Paolo Marsala.
È seguita poi la visita alle cantine di Donnafugata azienda siciliana di Marsala che produce vini di qualità rispettando il territorio. Siamo stati accompagnati dal dr. Giacomo Rallo e dai suoi figli nel tour aziendale. Al termine abbiamo poi degustato in una sala i prodotti tipici della generosa terra trapanese.
Alle 18.00 Crispino Valenziano ci ha introdotto sul alcune piste Per viam pulchritudinis. Partendo da una sua esperienza di giovane sacerdote ed offrendo alcuni spunti da Ambrogio, Giovanni Crisostomo e Cirillo di Alessandria ci ha fatto intravedere la grandezza, l’eccedenza e la magnificenza della remissione dei peccati. Inoltre ci ha fatto conoscere alcuni particolari artistici di Siena. Nel palazzo pubblico il bellissimo Coro ligneo della Cappella (Domenico di Niccolò,1415 – 1428) rappresenta, in ciascuno dei 21 sedili, i vari articoli del Credo niceno-costantinopolitano, mentre nel Battistero gli affreschi di Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta (1447-1450) raffigurano il Credo apostolico.
Gli artisti sembrano legare al Battesimo la penitentia prima e al confessionale la penitentia secunda. Valenziano, ricordando che il patos è neutro ed è l’oggetto che ne specifica l’azione, ha proposto di allargare la sumpateia (sentire insieme, affinità di sensazioni, patire insieme) a tutta la fenomenologia del patos in analogia a quella del logos. Al lucido, preciso ed illuminato intervento sono seguite interrogazioni di Cettina Militello, Gianluigi Pasquale,Silvia Polizzi,Gianfranco Calabrese e Fabrizio Bosin.
Alle 19.00 Domenico Messina ci ha spiegato il laboratorio liturgico vissuto poi la sera alle 21.30. Secondo le sollecitazioni dell’Ordo penitentia n. 36 esiste la necessità di “ravvivare il senso della libertà e della misericordia che sono state donate all’umanità e nella chiesa”. Perciò le liturgie della parola vanno vissute secondo tre dimensioni essenziali: ascolto della parola, dimensione comunitaria e presenza dello Spirito.
Dopo cena abbiamo pregato insieme “Signore la tua misericordia non ha confini”. Guidati daPadre Lucio Pinkus, osm, grazie ai salmi (129 e 144), al Vangelo (Gv 8,1-11), alle confessio laudis e vitae, alla professio fidei, con una recita del Pater noster secondo la tradizione mozarabica, abbiamo respirato una celebrazione della misericordia profumata di bergamotto.
In viaggio verso Segesta














