• 2 Maggio 2019

Cettina Militello in libreria

Il volume accoglie il capitolo iniziale di una ricerca giovanile dell’autrice e due brevi saggi che mettono a tema il ministero, in generale e nella specifica prospettiva del diaconato femminile. La questione del ministero delle donne, infatti, e l’istanza di una riforma della Chiesa in questo senso appaiono ormai necessarie e non più procrastinabili. Il volume vuole dunque essere un tentativo di smuovere le acque e accelerare la messa in discussione del ministero, considerata anche la reiterata domanda delle donne d’esservi ammesse, che ha certamente contribuito a radicalizzare il problema. L’autrice si interroga seriamente sullo statuto del ministero, sulle sue forme e, soprattutto, sostiene la necessità di elaborare modelli alternativi, vicini quanto più possibile all’Evangelo. Si tratta di oltrepassare
la pretesa diversità/superiorità «ontica» per fare spazio definitivamente alla diakonia come dimensione propria alla Chiesa tutta, bella nella variegata diversità dei suoi carismi e nell’altrettanto variegata diversità dei corrispondenti ministeri.

Narrare Maria è narrare la Chiesa, e narrare la Chiesa è innanzitutto far memoria della Tuttasanta madre del Signore. Narrare Maria e narrare la Chiesa è capolavoro d’arte, è cosa bella, che mostra l’una e l’altra – e l’una nell’altra – il riflesso compiuto della divina bellezza, l’adeguamento sofferto all’immagine bella che il Figlio di Dio è.

Papa Francesco ha affermato di recente che Maria è stata una donna “normale”. Eppure, da duemila anni la teologia le presta attenzione soprattutto esaltandola. Purtroppo, a tanta esaltazione corrisponde una mancata stima delle donne nel protrarsi dell’antitesi Eva-Maria.

Il presente volume cerca di uscire da questo vicolo cieco. Prova a dire Maria con occhi di donna. Prova a ricondurla al mistero della Chiesa e dunque al popolo di Dio, cui appartiene e che guarda a lei come modello esistenziale nell’ordine della fede, della speranza, della carità.

L’Autrice, che ha lungamente insegnato ecclesiologia e mariologia, condivide la sua personale ricerca e in particolare il suo approdo a una mariologia estetica. Attraverso la via della bellezza, la riscoperta della dimensione sororale, l’attenzione alla carne viva che noi siamo, la rilevanza di Maria nell’ambito delle discipline teologiche, emerge da questi nuovi saggi una mariologia “misurata”, che vede Maria soprattutto nel suo tratto discepolare e la coglie pienamente come Chiesa.

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