«Aumenta nel mondo la divaricazione tra coloro che potrebbero proporsi come Superman, perché dispongono di una quantità crescente di mezzi tecnologici ed economici, e coloro che assomigliano a Charlie Brown, cioè gli “scartati”, sempre più esclusi da economia e società». Lo rileva Giovanni Giorgio, presidente della Sirt.

In effetti l’analisi che esce dal simposio è il frutto di un lavoro che mira «a tratteggiare – spiega il prof. Giorgio – i segni dei tempi. L’obiettivo è di delineare, a partire da questi segni, anche un’idea della Chiesa che verrà, mixando la prudenza e la cautela della responsabilità storica alla speranza per una Chiesa che, pur essendo semper reformanda, sia espressione sempre più intensa e aderente del Vangelo».

Gli interventi raccolti durante il congresso hanno inciso anche su altri ambiti: relatori provenienti dall’Italia (Carmelo Dotolo, Cettina Militello, Lucia Vantini), dalla Germania (Daria Pezzoli Olgati) e da altri Paesi, non solo europei, hanno rivolto l’attenzione anche ad altri temi. Tra questi anche un’originale lettura della crescente indefinitezza dei confini tra contesto religioso e civile.

Ma la percezione della pericolosità di un mondo in cui i Superman e i Charlie Brown facciano sempre più fatica a dialogare e vivere insieme interroga in modo particolare i credenti e i teologi della Sirt, società nata per approfondire il dialogo interculturale e interdisciplinare.

Che fare, dunque, da parte dei cristiani? «Dare voce a questo malessere e a questa sofferenza», risponde Giovani Giorgio: «Perché bisogna essere consapevoli che la crescita tecnologica è cosa buona ma va regolata, cosa che oggi accade poco. E che la correzione responsabile dei meccanismi di crescita del mondo tecno-scientifico è un’esigenza forte. Perciò la Chiesa, come indica esplicitamente Papa Francesco, ha il compito di dare voce ai Charlie Brown, aiutando i Superman a non perire per troppa potenza».

Giorgio Malavasi 28 agosto 2018